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Sì alla mobility per guadagnare efficienza

14 Maggio 2014, Tratto dal sito web Computerworld.com

Negli ultimi tre anni le aziende italiane hanno aumentato gli investimenti in progetti di mobility, e potranno ottenere ancora più vantaggi competitivi se sapranno ripensare in chiave “mobile” gli interi processi.

La mobility può essere di aiuto alle imprese italiane per recuperare efficienza ed efficacia nei processi di business. E’ quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Osservatorio Mobile Enterprise del Politecnico di Milano, che ha coinvolto oltre 200 CIO di imprese italiane di grandi dimensioni. “Gli investimenti in progetti a supporto della mobility sono diventati prioritari negli ultimi tre anni”, spiega Christian Mondini, responsabile dell'Osservatorio Mobile Enterprise della School of Management del Politecnico di Milano. “Mentre solo il 37% dei rispondenti alla survey, nel 2012, indicava la mobility aziendale come priorità e l’anno successivo per il 50% delle aziende del campione i progetti mobile business avevano una priorità alta o medio-alta, nel 2014 la mobility è diventata una priorità assoluta per il 66% dei CIO coinvolti”.

Nonostante questa tendenza, in contrasto con lo scenario economico degli ultimi anni, è tuttavia ancora diffusa la percezione secondo cui i vantaggi competitivi di breve periodo portati dai progetti di mobility siano più rilevanti rispetto a quelli a lungo termine. Tutto questo si traduce nell’introduzione di progetti di mobility business con l’obiettivo di migliorare specifiche attività, senza la volontà di introdurre modifiche più ampie e strategiche all’interno dell’organizzazione.Smartphone e new tablet sono dispositivi sempre più presenti nelle grandi imprese italiane. Il 68% dei CIO intervistati ha dichiarato che nella propria azienda è stato introdotto l’uso degli smartphone e il 57% l’utilizzo di dispositivi new tablet. La diffusione di altre tipologie di mobile device oggi presenti sul mercato, come ultrabook e smartphone di grandi dimensioni, i cosiddetti "phablet”, è meno capillare. Tra quanti già si avvalgono dei new tablet, prevale forte soddisfazione nei confronti della scelta fatta. Chi non li ha ancora introdotti pensa di usarli in futuro; solo un CIO su 10 non intende adottarli nella propria organizzazione.

Anche se è raddoppiato il numero di aziende analizzate che consente ai dipendenti l’uso dei propri mobile device a scopi lavorativi, il Byod è ancora nelle prime fasi di evoluzione. Rispetto al 2012, la percentuale di CIO che consente ai dipendenti di usare i propri dispositivi mobili è più che raddoppiata (45% nel 2013, contro il 20% dell’anno precedente), mentre si è ridotta la percentuale di quanti non prevedono questa opzione neanche in futuro. Al momento, tuttavia, solo una parte esigua di dipendenti (meno del 25%) ha il permesso di usare il proprio dispositivo personale per svolgere attività lavorative.

Quando questa possibilità è negata, i motivi si possono ricondurre a timori legati alla sicurezza dei dati (59%) e a una maggiore complessità di gestione (52%). Ancora diffusa è la percezione che questa strategia non porti vantaggi significativi per i dipendenti (30%). Spesso, inoltre, non esiste una governance sempre chiara del fenomeno BYOD. Nella maggior parte dei casi non sono state definite policy univoche per regolare l’uso dei dispositivi personali.

Puntare sulle business app più appropriate

Ma parlare di mobility in azienda a supporto dei processi di business riconducendo il fenomeno ai soli dispositivi mobili è riduttivo. Non bisogna dimenticare l’importanza delle specifiche business app adatte a semplificare, automatizzare e rendere più efficienti ed efficaci le attività svolte dai lavoratori mobili, sviluppate per soddisfare le esigenze dell’azienda o personalizzate ad hoc.

Secondo l’Osservatorio, le mobile business app più diffuse possono essere classificate in quattro categorie:

  • app di Sales Force Automation, volte a supportare specifici processi di vendita e merchandising
  • app di Field Force/Work Force Automation utili a gestire specifici processi operativi sul campo, come le attività di supporto e manutenzione
  • app di Office Practice Automation per supportare processi amministrativi specifici, a volte già presenti sulla intranet aziendale (per esempio compilazione nota spese o richieste permessi)
  • app di Personal Productivity, a carattere informativo o di produttività personale, per visualizzare dalla intranet aziendale informazioni già presenti (come applicazioni di dashboard e reportistica e soluzioni per la comunicazione di informazioni ai dipendenti) o adatte a supportare funzionalità di produttività individuali, come elaboratori di testi, fogli di calcolo, soluzioni per prendere appunti durante i meeting.

Dalla ricerca del 2013 risulta che i CIO sono ben consapevoli dell’importanza rivestita da queste soluzioni. Solo il 4% del campione non si avvale di business app e non ha intenzione di utilizzarle in futuro. Il 35% dei CIO le ha invece già introdotte, mentre il 61% prevede di introdurle.